Baby GenZ: interessa la cittadinanza digitale

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Tre ragazzi su dieci tra gli 11 e i 18 anni guardano con interesse alla cittadinanza digitale. Li possiamo chiamare i «baby» della GenZ. Comprendono la fascia più giovane della Generazione Z, che raggruppa i nati tra il 1997 e 2012, e usano con disinvoltura gli strumenti del web per contrastare il razzismo, la povertà e gli effetti dei cambiamenti climatici. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio scientifico del Movimento Etico digitale. «La cittadinanza digitale — dice il presidente Davide Dal Maso— è un tema cardine nel futuro della nostra società. Nasce dall’integrazione fra l’educazione civica e le nuove tecnologie».

I GenZ vogliono capire come riconoscere le fake news e aiutare amici e compagni caduti in trappola nella Rete. Hanno un’idea chiara di come vada impostata l’educazione digitale, finora demandata, per quel poco, a scuola e famiglia. Chiedono che sia lasciato spazio a incontri con esperti e gruppi di discussione online. E uno su tre vorrebbe che diventasse materia scolastica. Materiale didattico per studenti e insegnanti si trova sulla piattaforma educazionedigitale.it/digitalmente, ideata dall’Unione consumatori, con il supporto di TikTok e di Maura Manca, psicoterapeuta dell’Osservatorio nazionale adolescenza.

Articolo di Corriere Economia

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