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Mattonelle o icone? Il dilemma di Windows 8
dicembre 2012 ↓ scarica pdf archivio >>

CORRIERE ECONOMIA - 17 dicembre 2012

Le mattonelle digitali, da selezionare in punta di dita su schermi touch, sostituiscono le tradizionali icone da cliccare col mouse. E’ questa la rivoluzione del “Metro style” che appare davanti agli occhi dell’utente all’avvio di Windows 8. Ma non tutti gradiscono il restyling e rimangono disorientati dalla differenza con Windows 7. Dunque, il problema riguarda le modalità operative della nuova interfaccia grafica. I lettori lo hanno segnalato. Noi siamo andati a verificare, in alcuni punti vendita, le reazioni di chi vuole acquistare in questi giorni un computer equipaggiato con il nuovo sistema Microsoft.

Il termine “smarrimento” rende l’idea di fronte alla novità hitech. Va rilevato che nel primo mese, dopo l’uscita del 26 ottobre, Windows 8 ha fatto registrare la vendita di 40 milioni di licenze. Anche se l’azienda di Redmond non specifica quante sono quelle scaricate per l’aggiornamento di Windows 7. E quante invece installate dai produttori su nuovi Pc e notebook. Ma è proprio sull’interfaccia minimalista a mattonelle, le cosiddette tile, che l’azienda di Redmond punta per creare un ecosistema informatico, alternativo ad Apple. Progettato per desktop Pc, smartphone e tablet.

All’accensione, che dura solo qualche secondo, appare sullo schermo la pagina principale detta “Start”, e qui per l’utente iniziano le complicazioni. Come detto l’interfaccia “Metro”, ispirata alla segnaletica della metropolitana di Londra, fa uso delle colorate mattonelle di forma quadrata e rettangolare, alcune sono anche animate. Così le icone di Windows 7 a cui eravamo abituati sono sparite.

Dunque la domanda di chi usa il sistema per la prima volta è: «ma dove sono finiti i miei programmi e file? Dove trovo il disco e le periferiche di lavoro?». La soluzione c’è, ma bisogna trovarla. Microsoft ha infatti previsto la tile “Desktop”, posizionata nell’angolo inferiore sinistro. Basta selezionarla e ci si trova in un ambiente di lavoro simile a Windows 7. Ed è proprio “Desktop” l’interfaccia da usare per caricare i programmi e memorizzare i file di lavoro. Viste le difficoltà non si capisce perché i progettisti non abbiano previsto un semplice video per spiegare le nuove funzionalità operative.

Il doppio ambiente di lavoro Start e Desktop non aiuta neppure al momento di scaricare le App da Windows store. L’operazione infatti va compiuta dalla pagina Start e una volta creata la mattonella, se si vuole ritrovarla anche su Desktop, va riposizionata con un’operazione effettuata col tasto destro del mouse. Senza considerare che al primo download di una App, bisogna registrarsi aprendo una casella di posta elettronica su Hotmail. Il risultato è sicuro. Chi non possiede queste informazioni si perde nei meandri di tile e icone. Come minimo si spazientisce, rimpiangendo il passaggio a Windows 8.

E qui arriviamo al caso di estremo rifiuto. Quello dell’utente che dopo l’acquisto del nuovo computer con Windows 8 vuole tornare a lavorare con Windows 7. Per eseguire quella che in gergo tecnico si chiama operazione di “downgrade” (in inglese: retrocedere). Si può fare? La risposta è affermativa, e si effettua in modo gratuito. Risulta espressamente scritto sul contratto di licenza software. Unica condizione deve trattarsi della versione Windows 8 Pro (professionale).

Microsoft non consente di eseguirla per la versione “home”, in pratica quella montata sulla maggioranza dei computer per uso domestico. Non solo. La stessa licenza prevede il diritto dell’utente, in un secondo tempo, di ritornate a Windows 8. Attenzione però. Questa operazione di “indietro-avanti” non è alla portata di tutti. Comunque sconsigliata ai neofiti, vuoi per le difficoltà tecniche, vuoi per il pericolo di perdere file di lavoro se non si eseguano le giuste procedure di backup.

Un’ultima precisazione, utile per acquisterà il Pc il prossimo anno. Fino a quando troveremo Windows 7 sugli scaffali? Ufficialmente Microsoft non ha stabilito una data per il “fuori uso” del vecchio sistema operativo. Installato peraltro su 630 milioni di computer nel mondo. Tuttavia è facile supporre che terminate le scorte di magazzino, saranno gli stessi produttori di computer a decretarne il pensionamento. Dunque è possibile ipotizzare per Windows 7 ancora qualche mese di vita. I nostalgici di icone e finestre sono avvisati.

twitter @utorelli








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