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Expo Viaggi - Corriere.it - 10 giugno 2015

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TOKYO E LE «CINQUANTA TONALITÀ DI SUSHI»
Il sushi, piatto nazionale del Sol Levante, per qualche centinaio di Yen (pochi euro) si mangia in piedi in una delle stazione della metropolitana. Oppure spendendone oltre 25 mila (200 euro) si gusta in uno dei blasonati ristoranti di Giza, cuore della capitale nipponica, con tanto di cuoco e geisha al tavolo. La ricetta del Makizushi, quello più conosciuto dagli occidentali, in apparenza è semplice: «del pesce crudo appoggiato su una polpettina di riso». Ma secondo l’antica tradizione del sol Levante esistono infiniti modi per prepararlo. Possono variale le dimensioni: «dai rotoli larghi del Futomaki, a quelli piccoli e sottili dell’Hosomaki». Ma anche il Temaki a forma di cono da mangiare a morsi tenendolo con le dita.

E poi l’Uramaki guarnito con uova di pesce o semi di sesamo tostati. Oppure l’Oshizushi il sushi schiacciato in una pressa a mano. Una cosa è certa. Se volete mangiare il miglior sushi e sashimi con il pesce che guizza ancora vivo sul tavolo, allora fate la prima colazione in uno dei piccoli locali Jap attorno al Fish Market. Siamo nell’area di Tsukiji. Qui ci lavorano 85 mila persone e si inizia alle 4 di mattina, con la contrattazione nel “tuna room”. Dove oltre 500 tonni sono battuti all’asta ogni giorno. La persona più importante è l’assaggiatore, perché con il suo oroshi hocho, una spada affilatissima lunga un metro e mezzo, taglia un pezzetto di carne dalla coda e lo assaggia. Dal colore, consistenza e sapore stabilisce il prezzo, secondo il peso può superare 10 mila euro a tonno.

Le tribù urbane del Sol Levante
Il distretto di Shibuya, grande come una nostra città di provincia è il centro nevralgico di stravaganze e mode di Tokyo. Qui in fatto di cult e comportamento vale tutto e il contrario di tutto. Gli zatteroni sono vertiginosi, con calzerotti dai colori sgargianti e vestiti, con pizzi e merletti da bambola. E poi visi super-truccati, capelli trash e borsette “improbabili” tra le mani. Il tutto condito da una camminata saltellante, non proprio da top model.

Benvenuti nel variegato mondo delle tribù urbane del Sol levante. Qui ogni metro delle strade che si snodano attorno alla grande piazza, con il famoso incrocio pedonale a raggiera, rappresenta una precisa tendenza. Nei negozi si trovano vestiti, scarpe e chincaglierie che caratterizzano i soli ragazzi di quella tribù. Gli altri sono out. A dir poco scioccante per l’occidentale il primo approccio. L’impressione è quella di un circo a cielo aperto, un immenso caravan serraglio, in cui attori e spettatori si amalgamano per formare il fiume umano riversato in strada. Anche questa è la Tokyo dai mille volti.

La scheda – Tokyo e dintorni
Dove siamo: Tokyo una megalopoli da 15 milioni di abitanti che diventano 35 milioni con l’intera area della baia, grande come il Veneto. Si vive in un perenne “caos ordinato” con migliaia di persone in metropolitana e alle stazioni dei treni. Tutto regolato al secondo, dalla precisone nipponica.

Come arrivarci: risulta comodo il volo diretto di Alitalia, dura 12 ore (757 euro). Ma facendo uno scalo all’andata con British (Londra) e al ritorno con Japan Air (Helsinki) si spendono 565 euro, però le ore di volo diventano 18 e 16.

Prodotti tipici: lo shopping a Tokyo è un must. I centri commerciali sono ovunque, immensi e offrono di tutto. La più alta concentrazione nei quartieri di Shinjuku, Ikebukuro e Nihonbashi. Per l’acquisto di articoli elettronici (esenti da tasse per turisti) la zona indicata è Akihabara. Mentre, per griffe e stravaganze all’ultima moda, i rioni da battere sono Shibuya e Ginza.

I piatti da non perdere: la cucina Jap è raffinata e “strana”, a farla da padrone il sushi in tutte le sue varianti da quello economico (pochi euro) alle fermate del metro, fino a 200 euro e oltre nei ristoranti fashion di Giza. Da provare anche le “tempurerie” si mangiano cibi fritti nella delicata pastella, dall’antipasto al dolce.

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