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Expo Viaggi - Corriere.it - 7 luglio 2015

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Biosfera trentina, un ecomuseo a cielo aperto che unisce uomo e natura


Da poche settimane il trentino, dopo le Dolomiti, vanta un altro titolo Unesco. Quello di Riserva della Biosfera. Parliamo del territorio compreso tra le sponde settentrionali del lago di Garda e il gruppo del Brenta. Una posizione privilegiata, grazie alla fusione del microclima alpino e mediterraneo che in una trentina di chilometri tocca 3 mila metri di dislivello. Un ecomuseo delle biodiversità nato per la conservazione del territorio. Nei secoli è stata zona di passaggio tra Alpi e pianura, lo testimoniano le palafitte di Ledro e Fiavé. Qui le specie animali e vegetali creano un ambiente integrato, dove uomo e natura fanno parte di un unico equilibrio. Punto di partenza per godere le bellezze del territorio è Comano. Famosa per le Terme con le acque oligominerali a 27 gradi, ricche di calcio. Un rimedio naturale per curare psioriasi e disturbi della pelle.

Trekking ed e.bike, le biciclette elettriche, la fanno da padrone per le escursioni sul territorio. Salendo a Stenico si incontra il castello medioevale, simbolo del potere dei potenti di Trento. Da visitare il percorso “Bosco Arte” con opere realizzate usando legno e materiale residuo del bosco. Un luogo incantato di relax senza barrire architettoniche, accessibile ai disabili. Per gli amanti del trekking da Dorsino si sale a 1880 metri in val Dambiez fino al rifugio “Al Cacciatore”. Chi ha la gamba allenata può spingersi a 2660 metri al rifugio Agostini per ammirare lo spettacolo del Brenta. Info su www.dolomiti-garda.it e www.visittrentino.it.

Tridentum la città sotterranea romana

Una visita a Trento merita almeno una giornata intera. Si parte con la “Tridentum” sotterranea. Lo spazio archeologico con reperti romani riemerso in tutto il suo splendore durante gli scavi del Teatro Sociale. Si procede verso Piazza Duomo con la settecentesca fontana del Nettuno. Siamo nel cuore del centro storico, fulcro della vita civile e religiosa. Quando il potere temporale e religioso era nelle mani dei Principi Vescovi. Qualche ora va spesa nel Castello del Buonconsiglio. La visita parte da Castelvecchio, il nucleo antico dominato dalla possente torre cilindrica. All’estremità del complesso la torre Aquila conserva gli stupendi affreschi del Ciclo dei Mesi. Con le rappresentazioni pittoriche di tema profano del tardo Medioevo.

D’obbligo la visita al Muse, l’opera museale futuristica di Enzo Piano. Inaugurata a luglio 2013 ha da poco superato il milione di visitatori. Nell’adiacente edificio rinascimentale di Palazzo delle Albere, ha preso il via in occasione di Expo 2015 “Coltiviamo il gusto”. Una mostra sulla filiera di produzione e trasformazione alimentare dei prodotti tipici locali (www.muse.it). Se amate natura e relax il consiglio per l’alloggio è Casariga (tel.333.6830517). Un B&b “nuovo di pacca” sopra Comano Terme con sette camere. Interamente progettate all’insegna della sostenibilità ambientale. Un’originale struttura di legno interrata con bollino Casaclima Oro e tetto piano, formato dal prato superiore. Omar ed Elisa vi coccoleranno come a casa vostra (75 euro la doppia, colazione inclusa).

La scheda - Biosfera trentina e dintorni

Dove siamo:
la biosfera del Trentino è una lingua di territorio che parte da Storo, sopra il lago d’Indro e sale fino al gruppo del Brenta. Incluse Alpi Ledrensi e Judicaria, con un dislivello di 3 mila metri. Agli Uffici del turismo chiedete la “Trentino Guest Card”, avrete sconti su trasporti, noleggio e-bike, musei e servizi locali.

Come arrivarci: è consigliata la macchina. Si percorre il lago di Garda fino a Riva e si entra nella zona della biosfera da Tenno. Oppure da Trento si scende verso Sud-Ovest per circa 20 chilometri fino Comano Terme, cuore della biosfera e punto di partenza per trekking ed escursioni in bike. Chi non è ciclista provetto può noleggiare una bici elettrica in uno dei tanti punti “Evvai”.

Prodotti tipici: oltre all’artigianato regionale con manufatti di legno, a farla da padrone sono i prodotti della terra. Dalla Spressa un formaggio magro, al saporito Misone di Fiavè fatto con latte intero. Per i salumi da assaggiare lo Ciuiga del Banale. Un salame a forma di pigna, del presidio slow food, insaccato con macinato di maiale e l’aggiunta di rapa bianca. Cibo dei contadini, quando si faticava a mettere in tavola la cena.

I piatti da non perdere: alla locanda Fiore di Poia vicino a Comano (tel.0465.701401), l’antipasto di “carne salada” con fagioli e poi “na feta en gnoc” il sostanzioso primo della signora Rita a base di patate e gnocchi al latte (20 euro). A Trento si cena allo Scrigno (tel.0461.220030) di fronte al Duomo. Alessandro vi propone un menù a chilometro zero con sapori di terra e mare innaffiati da bollicine “Trento Doc”. Da non perdere lo strudel tradizionale della nonna (35 euro).

twitter @utorelli

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