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Bit 2011 - Cyberturisti e viaggi su misura
febbraio 2011 ↓ scarica pdf archivio >>

FRATELLI DI WEB
All’inizio era il Web, inteso come spazio virtuale per scegliere itinerari turistici. Parliamo di oltre dieci anni fa, la preistoria di Internet. Poi è arrivata una prima svolta importante, la possibilità di prenotare hotel e acquistare online i biglietti aerei. Adesso siamo nel pieno del Web 2.0, quello dei Social Network, le reti sociali collaborative. L’ambiente ideale dove scambiare informazioni e dati turistici. Benvenuti nel mondo dei “fratelli di viaggio”. Quello per intenderci dove milioni di cyberturisti sostano per ore prima di mettersi in cammino. E non poteva che essere Facebook, con i suoi 600 milioni di utenti, a proporsi come luogo privilegiato da cui iniziare la ricerca di informazioni. Abbiamo intenzione di passare un romantico week-end a Venezia o Parigi? Ci interessa saperne di più sui musei di New York o i percorsi dell’India del Sud? Allora niente di meglio che chiedere aiuto agli amici della Rete, più ne abbiamo maggiori ragguagli raccoglieremo. Con l’avvertenza di una verifica incrociata dei dati.

Un passo in avanti lo propone tripadvisor.it. In Italia conta oltre 1,1 milioni di utenti. Persone che dopo un viaggio scrivono commenti e indicazioni. Utili anche per non prendere abbagli. Un esempio tra i tanti? Alla voce hotel a San Francisco, dal sito ne vengono recensiti 181. Supponiamo che abbiate scelto il centralissimo Orchad, e vogliate saperne di più. Su un “post” di Barbara da Roma leggiamo: «bella la camera, la posizione a ridosso di Union Square rende comodi gli spostamenti, buono il rapporto prezzo-prestazioni. Va fatto un appunto sul breakfast che supera i 40 dollari». Dunque un’indicazione utile per sapere in anticipo come risparmiare, facendo colazione in uno dei tanti coffee-bar della zona. «Nel sito si trovano info e raccomandazioni a 360 gradi – spiega Vittorio Deotto, responsabile di Tripadvisor per l’Italia - con suggerimenti e utili testimonianze di chi ci è già stato». Da qualche tempo con l’applicazione “Tripfriends” si passa in modo diretto dalle richieste su Facebook al sito, allargando il ventaglio delle conoscenze.

Quattro milioni di foto e oltre 450 mila itinerari, tutti raccolti sotto forma di blog. Una miriade di racconti di viaggio in cui trovare ispirazione e commenti. E’ questo il grande paniere di travelblog.org, un riferimento concreto per info e notizie. La consultazione è immediata, basta cliccare sul mappamondo e indicare la zona di interesse. Una volta individuata, bisogna solo stare attenti a non perdersi nel mare magnum del web.

Un interessante esempio di “fratelli di viaggio” arriva da web.tiscali.it/santiagopda il sito realizzato dai milanesi Gabriella e Paolo De Ambrosis sul cammino di Santiago de Compostela. Nelle pagine online, prive di sfronzoli e con pochi arricchimenti grafici, si trova una miniera di consigli su come affrontare il percorso, attrezzarsi e quanto spendere. Il diario, un esempio minimalista di blog, descrive con dovizia di particolari che cosa fare nel corso delle varie tappe. Un resoconto scritto dalla coppia, degno del migliore cronista di un quotidiano. Sono oltre 23 mila gli Italiani che si scambiano impressioni di viaggio da vagabondo.net. “La tana dei viaggiatori indipendenti”, come si legge in home page, che da dieci anni raccoglie nelle sue pagine Web chi vuole esplorare itinerari fuori rotta. Si spazia tra forum, utili mini-guide di tutto il mondo e viaggi responsabili, da gestire in collaborazione con guide locali. Interessante la bacheca elettronica in cui si cercano compagni di viaggio, con i quali condividere esperienze e budget.

Per chi ama la “slow-trip” niente di meglio che una visita al sito viaggioadagio.it. Nel blog, che si definisca “una guida di viaggio indipendente”, basta inserire nel motore di ricerca il paese di interesse per entrare in decine di diari. Scritti da chi ha già visitato i luoghi e quindi può fornire impressioni e consigli di prima mano. Alla voce India, per esempio, Bruno Visca scrive della valle tibetana dello Spiti: «Camminare su questi sentieri a più di 4000 metri di quota infonde nell’animo un senso di spiritualità anche a chi non ha predisposizioni mistiche. Nei villaggi e lungo le mulattiere la religione è una presenza costante, lo ricordano le bandiere con le preghiere affidate al vento innalzate su tutti i colli e le alture, il richiamo al divino è ovunque». Anche questo è il Web.

LE AGENZIE CHE RESISTONO
Le agenzie di viaggio soffrono di crisi d’identità. Hanno il fiato corto. A contrastarle sono la globalizzazione dei mercati e il web, con gli itinerari “fai da te”. Così per restare a galla bisogna reinventarsi il lavoro. Qualcuno punta alla specializzazione con mete ad hoc e percorsi estremi. Altri hanno scoperto il traffico etnico, gestendo i viaggi degli emigrati che lavorano in Italia. Come Massimo Pallaro ex dipendente delle linee aeree Filippine, che assieme a due colleghi ha aperto a Milano Philippine Air System. «Siamo nati come specialisti di traffico etnico, prima limitato a Manila e poi ampliato verso l'area medio ed estremo orientale. I passi successivi sono stati la licenza di agenzia e la biglietteria Iata». Così Massimo si è trasformato da dipendente a piccolo imprenditore, con un cambiamento di mentalità e tipologia di business. Dopo le difficoltà iniziali arrivano i risultati, visto che nel 2010 “l’etnic agency” milanese ha emesso 9 mila biglietti aerei.

Punta invece alla qualità e ai viaggi “personali” Azonzo Travel. Spiega il fondatore Fabio Chisari: «una decina di anni fa osservavo la trasformazione che stava avvenendo nel mondo del turismo. Con l’arrivo dei tour da “supermercato” e proposte di viaggi standard, uguali per tutti». Con pochi margini di intervento da parte delle agenzie. E così è iniziato il declino. Fabio capisce che i viaggiatori in cerca di esperienze e valore aggiunto si sarebbero presto trovati senza riferimenti. E nel 2004 fonda Azonzo. Adesso propone mete “su misura” in tutte le parti del mondo. Iran, Galapagos, Kamchatka e Transiberiana, tanto per citarne alcuni. Quest’anno poi si è aggiunta l’Antartide nella ricorrenza del centenario delle spedizioni al Polo Sud di Scott e Amundsen. Un’avventura fuori dagli schemi.

I paesaggi mozzafiato e le steppe sconfinate della Mongolia hanno invece stregato Rosella e Marco Ciglieri, due paleontologi torinesi, che dopo i primi viaggi per lavoro, hanno deciso di aprire nella capitale Ulaan Baatar l’agenzia Iperboreus. Specializzata in escursioni doc nel paese di Gengis Khan. «I primi anni viaggiavamo sulle mitiche Uaz russe, nel tempo abbiamo fatto esperienza e stretto amicizie e solidi legami con i locali. Grazie a loro abbiamo capito il diverso valore del tempo, con una visione del viaggio fuori dai parametri dei tour operator». Adesso Marco e Rosella accompagnano piccoli gruppi verso i silenziosi monasteri di Erdene Zuu, e sulle colline di Flaming Cliffs. Per ammirare al tramonto la “falesia dei dinosauri”, il luogo del pianeta famoso per gli innumerevoli ritrovamenti di reperti fossili.

A sedurre i comaschi Mara e Marco Piccinini è stato il Madagascar. Rientrati nel ’99 da un primo viaggio, hanno aperto il sito madagascar.it, ricco di informazioni e contatti locali. «E’ stato un successo, così le richieste per aiutare gli amici, ci ha portato a trasformare le nostre conoscenze in professione. Nel 2006 siamo diventati tour operator con Wadi Destination». Variegati gli itinerari proposti. Si va dalla zona nord orientale lungo "la Costa della Vaniglia", a un “fuori rotta” che collega Tulear a Fort Dauphin nel Madagascar meridionale. Con 500 chilometri di piste costiere ed escursioni sul mare. Si riposa in piccoli e tranquilli resort, preferiti per lo charme da Mara e Marco ai grandi hotel.










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