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PANGEA: 50 mila chilometri su e giù per il mondo
May 2015 ↓ scarica pdf archivio >>

Corriere della Sera - VIAGGI - 1 maggio 2015

Articolo e Fotogallery di Corriere.it-Expo

Il 1° maggio per Expo è stato il D-Day. Mentre le autorità tagliavano il nastro inaugurale dell’Esposizione Universale, a 13 mila chilometri di distanza partiva un viaggio straordinario. Nell’ultimo lembo africano di Capo di Buona Speranza, il veneziano Alessandro da Lio dava la prima pedalata per un’avventura al limite dell’impossibile. Un giro del mondo in bicicletta di 50 mila chilometri. Dal Sud Africa risalirà fino al Circolo Polare. Per poi passare in Groenlandia e scendere dall’Alaska fino alla Terra del Fuoco.

Un’avventura che si concluderà in Antartide tra 26 mesi, nell’autunno 2017. Ma niente gare o competizioni, né record da battere. «Un giro patrocinato da Expo all’insegna dell’ecosostenibilità - spiega Alessandro - per testimoniare le condizioni di vita nei vari angoli della Terra». Un viaggio “speciale” per raccontare dal vivo la lotta per la sopravvivenza dei popoli. Dall’Africa agli Innuit del Nord America, fino agli eredi delle grandi civiltà precolombiane del Sud e Centro America.

Cinquentasei anni, alto, fisico asciutto e temperamento d’acciaio. Con un bel paio di baffi che ispirano immediata simpatia appena lo vedi. Lui è un ex tecnico di una centrale termoelettrica veneta. Inizia a lavorare giovane: «da “bocia” per imparare il mestiere». Così dopo 35 anni in sala manovre, ha deciso di andare in bicicletta su e giù per il mondo. Alessandro alle fatiche sulle due ruote è abitato. Sa stringere i denti quando le salite sulla sabbia e i tratti sulla neve ti fanno mancare il fiato. Ha iniziato a pedalare “duro” allenandosi sulle Dolomiti, poi tanti percorsi di centinaia di chilometri in Italia ed Europa. Il grande balzo lo fa nel 2009 con l’attraversamento di 1200 chilometri del deserto del Sahara. Poi parte per la Venezia Istanbul, una ciclabile che attraverso i grandi fiumi Morava e Danubio.

Nel 2012 due grandi avventure. In febbraio percorre il bush dell’Alaska, pedalando su neve e ghiaccio dello Yukon River. Fuori da qualsiasi arteria stradale e sentiero e con temperature che toccano -50°C. In estate taglia in autosufficienza il deserto dei Gobi in Mongolia. Allora realizza che: «ero pronto nel corpo e nello spirito per il grande giro attorno al mondo che sognavo fin da bambino».

Così è nato il progetto “Pangea, cycling on life’s origin”. Un ritorno alle origini dell’uomo. A quel supercontinente che si pensava includesse le terre emerse del pianeta. Per l’impresa l’iron-biker italiano che parte oggi, avrà a disposizione una bicicletta con carretto e una trike. Un triciclo a ruote larghe, studiato prendendo spunto dai mezzi per disabili. Un’evoluzione dell’handbike che in caso di bisogno dispone di due pattini da sci, da montare sulle ruote anteriori. Adatto per attraversare deserti e lande ghiacciate. Seguendo i dettami di Expo, una delle tematiche di Pangea riguarda alimentazione e sfruttamento delle risorse del Pianeta.

Così durante il viaggio non mancheranno riflessioni sulla sostenibilità alimentare: «con incursioni in cucine etniche alla scoperta di sapori nuovi e antichi». Non solo. Come nel film Forrest Gump interpretato da Tom Hanks, Alessandro accenderà le emozioni di altri biker. Sono gli uomini e donne appassionanti del “viaggio sostenibile” che potranno affiancarlo durante le tappe.
«Non si tratta di imprese sportiva, né compiere primati, la partecipazione per pedalare assieme è alla portata di ogni biker».

La prima ad aderire all’invito è stata Elena Tomasi. Una pimpante 53enne milanese appassionata da un decennio alla “pedalata lenta”. «Vivo i viaggi in bici come momento di riflessione, senza velleità di performance sportive». A luglio raggiungerà Alessandro in Zambia e assieme percorreranno 2 mila chilometri fino alla Tanzania. Elena sarà la prima testimone delle diverse condizioni di vita delle donne di altre culture, troppo spesso discriminate e sfruttate. Chi fosse interessato ad accodarsi a Pangea può contattare l’organizzazione cyclingpangea.com.

Per chi invece vorrà seguire l’impresa, ActionAid l’organizzazione mondiale impegnata nella lotta contro la povertà, installerà all’interno di Expo un totem multimediale. Un manufatto in acciaio progettato dall’Università di Bolzano che riprende la struttura del trike. Una postazione hitech per raccontare Pangea con le immagini più suggestive del viaggio.

twitter @utorelli

Articolo e Fotogallery di Corriere.it-Expo

PILLOLE - IL VIAGGIO DI PANGEA
* 50 mila chilometri da percorrere
* 26 mesi di viaggio
* 47 paesi attraversati
* mezzi del viaggio: bike con carrello e trike
* Pangea si svolge con il patrocinio di Expo 2015








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