Arabia Saudita - Hegra - L'altra Petra, le tombe nabatee nel deserto
Arabia Saudita-grande 7 volte l'Italia, 36 milioni di abitanti, il 70% sotto i 30 anni, la benzina costa 60 cent-euro al litro, religione islamici sunniti, governo monarchia assoluta
Il canyon di accesso ai siti archeologici di Hegra, ricorda in piccolo quello di Petra, è molto suggestivo
l canyon di accesso, a destra una grande caverna destinata al ricovero delle carovane in arrivo dalla via dell'incenso (Oman, Yemen, Arabia)
Due mila anni fa era la terra dei nabatei (IIsec.Ac, IIsec.Dc), queste sono le tombe nel deserto, scavate in roccia morbida di arenaria
Hegra, questa è l'iconica Jabal AlBanat, un gigantesco monolite con una sola tomba, era di un ricco funzionario reale
All'interno i corpi dei defunti venivano avvolti in tre strati di cotone, sacco e pelle, una volta deposti il grande secco del deserto li faceva mummificare
I Sauditi non vogliono che l'area di Hegra diventi come Petra, con un turismo di massa, puntano al luxury
A Nel deserto ci si sposta con Land Rover, minimo due per sicurezza, sconsigliato il fai da te
Hegra, serie di tombe a due piani, in basso e alto, il regno Nabateo iniziato nel 100 Ac finì nel 106 Dc quando i legionari romani di Traiano lo invasero e divenne provincia romana di Arabia Petraea
I nabatei sono stati grandi ingegneri idraulici 2 mila anni fa, raccoglievano l'acqua piovana che scendeva lungo i canali naturali delle rocce e la conservavano in gigantesche cisterne nella montagna
Poi scambiavano l'acqua con le carovane sulla via dell'incenso in arrivo da Oman e Yemen dirette al Mediterraneo
Hegra vista dall'alto, il rocce che racchiudono tombe sono oltre un centinaio
Vista delle Tombe nel deserto dall'elicottero
Alula, nel deserto saudita, circa 200 km dalle sponde del mar Rosso e 600 km sopra Gedda
Alula la città vecchia abitata fino agli anni '80, le case sono di mattoni e malta, la stanno ricostruendola e oggi nella città nuova (si vede in fondo) vivono circa 20 mila persone
Attorno ad Alula non solo deserto, ma anche verdi oasi con palme e coltivazioni
Alula la città è un dedalo di viuzze di mattoni e malta, i materiali sono gli stessi mattoni e malta usati 2000 anni fa
Interno di un'abitazione araba ad Alula
Donna araba prepara il pane, sono focaccine di farina e acqua che accompagnano ogni pranzo, ricordano la nostra piadina
Due donne in un ristorante di Alula, dopo la concessione della patente 4 anni fa, è il segno di un inizio di liberazione femminile, assieme all'uso del telefonino
Qui siamo invece in un bar, il niquab il lungo vestio nero con apertura degli occhi, non è più obbilgatorio anche se la maggioranza delle donne lo indossa ancora, specie quelle sposate
Siamo a Dadan, nel deserto di Alula, i dadaniti regnarono dal 9^ al 6^Ac, ci restano poche testimonianze storiche
I dadaniti insediati 2600 anni fa nell'oasi di alula vivevano di agricoltura e commercio e avevano scoperto l'importanza di essere sulle rotte carovaniere dell'incenso
Ecco i due leoni Dadan in alto sopra la tomba
Il leone di Dadan posto a guardia delle tombe è uno dei pochi reperti rimasti
Tombe dadanite nel deserto, sono poste in alto della montagna per evitare intrusioni esterne e furto delle salme, molto disagevole arrivarci
Il palmeto all'interno dell'oasi
Fragole nel deserto coltivate in serre idroponiche, così si producono ortaggi freschi a km0
Piante e floricultura nell'oasi
Tutto all'insegna dell'ecosostenibilità
Ogni centimetro di verde è rubato al deserto
Ancora palme, ad Alula si producono datteri super speciali
La bellezza mozzafiato del deserto arabico
La nave del deserto mi fa un sorriso
Cammello che poi è un dromedario, è lui il padrone del deserto
Impossibile resistere al selfie
La notte si guardano le stelle nel deserto e si ascoltano le storie che per millenni hanno guidato le carovane sulla via dell'incenso
Questa ragazza sotto il niquab era la guida di Alula vecchia, una foto inquietante perchè sembra un guerriero di Star Wars, in Arabia capita spesso di non sapere chi hai davanti