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Google Chrome, prove su strada
settembre 2008 ↓ scarica pdf archivio >>

Tre minuti e una manciata di secondi. A tanto ammonta il tempo per scaricare, installare e creare l’icona sul desktop di Google Chrome. Poi un clic e si naviga. Nella prima mezz’ora vengono alla luce le sorprese del nuovo giocattolo informatico. La versione è quella Beta in lingua italiana, rilasciata dalla società di Mountain View dopo l’annuncio del 2 settembre. Scaricata nei primi tre giorni, secondo le rilevazioni di Google Analytics e Net Applications, da una quota di utenti pari all’1,57% del mercato. Una numero destinato senza dubbio ad aumentare nei prossimi giorni. A farne le spese saranno Internet Explorer di Microsoft oggi con il 72% del mercato, Firefox Mozilla (20%) e Safari Apple (6,4%). Ma quali vantaggi e difetti presenta la nuova creatura di Sergey Brin e Larry Page?

Partiamo dal SetUp. Occupa solo 476 Kbyte di memoria, perché tutto il resto risiede nel web. Un primo vantaggio, da abbinare al sensibile aumento di velocità nello scorrimento delle pagine. All’apertura di Chrome è consigliato mantenere le impostazioni base. Al più nella voce “piccoli ritocchi” cambiate la cartella dove memorizzare i file da scaricare. Ignorate pure la voce “roba da smanettoni” e siete già pronti per navigare. La grafica appare essenziale, con pochi fronzoli. Le due icone con i controlli pagina e personalizzazioni sono posizionate nel lato destro. Così facendo i softwaristi di BigG hanno messo in evidenza la principale novità di Chrome: «abbinare browser e motore di ricerca in un solo strumento di lavoro». Infatti sulla stessa riga di controllo si digitano gli indirizzi di navigazione (Url), ma anche le parole di ricerca nel web. Sarà Google a suggerire, come eravamo abituati, le pagine richieste. Non solo. Cliccando sull’icona “strumenti” si importano direttamente i siti preferiti, segnalibri e password salvati da Explorer e Mozilla. Evitando così noiose operazioni di copia & incolla degli indirizzi. Chrome facilita la navigazione mostrando in una sola schermata i siti più visitati. Perché tiene conto delle nostre preferenze. Comodo per cliccare direttamente sulle home page mostrate graficamente con icone più grandi. Diciamo utile, ma non indispensabile, la consultazione del task manager per controllare l’occupazione di memoria delle pagine in esecuzione. Un’operazione di poco interesse per il grande pubblico.

Quali le problematiche riscontrate durante le prove? Non teniamo conto del primo bug segnalato da un ricercatore israeliano. Dobbiamo aspettarci ne arrivino altri, visto che si parla di una versione beta. Invece, dal punto di vista utente, il difetto maggiore riguarda la frequenza di blocco nella navigazione, quando si cerca di aprire pagine Internet in veloce sequenza. In questo caso si rischia di cadere in uno stop forzato e passano parecchi secondi prima che Chrome riprenda a funzionare. Una seccatura perché il computer si ferma e non manda in esecuzione gli altri programmi in uso (Word, Excel, ecc). Il consiglio? Aspettare il caricamento completo di ogni pagina. Ci sono poi due preoccupazioni evidenziate su blog e forum. Riguardano il delicato argomento privacy. La prima è inserita nelle avvertenze della licenza d’uso. Perchè Google si riserva di installare aggiornamenti, correzioni e nuovi moduli software. Di fatto eseguire operazioni, reputate indispensabili per i softwaristi di BigG, ma delle quali non conosciamo a priori le conseguenze. Una seconda paura da Grande Fratello si riferisce al controllo dei tracciati di navigazione messo in atto da Google. Che può spedire cookies in grado di catturare e analizzare le nostri abitudini. Un’operazione con chiari scopi pubblicitari.

E riguardo alle strategie future? I due “enfants terrible” di Montain View hanno messo a punto Chrome ricorrendo a sofware open source. Evidente il duplice obiettivo. Da un lato non vincolare il browser a programmi proprietari, vedi Microsoft. Un’epoca da considerare finita con l’avvento del web aperto a community e sviluppatori. Dall’altro emerge con chiarezza l’intento di usare il browser di BigG su nuove piattaforme informatiche. Prima tra tutte Android. Dunque fare entrare Chrome, dalla porta principale, nel grande business della telefonia mobile. La strada è spianata. Difficile non percorrerla per i “due monelli” del web. Non certo immuni al richiamo della pecunia.

TRE PRO & TRE CONTRO DELLA VERSIONE BETA DI GOOGLE CHROME
1) Facile da installare e mandare in esecuzione. Con aiuti e spiegazioni già in lingua italiana. E una grafica chiara ed essenziale
2) Una sola riga di comando consente di impostare gli indirizzi di navigazione (Url) e le parole di ricerca sul web. Dunque browser e motore assieme
3) Importa direttamente i “siti preferiti” da Explorer e Mozilla. Veloce nella navigazione apre più pagine in sequenza
1) Lamentele su blog e focus per la tracciabilità dei siti visti dall’utente. Google li usa a scopo pubblicitario
2) Problemi di privacy: nella licenza da sottoscrivere prima dell’istallazione Google si riserva di installare aggiornamenti, correzioni e nuovi moduli software, senza alcun controllo da parte dell’utente
3) Capita con una certa frequenza che il browser si blocchi su una pagina, in questo caso passano parecchi secondi di stop forzato prima che Chrome riprenda a funzionare

GOOGLE’S STORY
Settembre 1998, nasce a Mountian View (California) fondata da Larry Page e Sergey Brin, studenti alla Stanford University. Sfruttano la Teoria delle Reti per mettere a punto un motore software che tenga conto del numero di volte in cui un link viene digitato. Oggi la ricerca è svolta in oltre 8 miliardi di pagine web.
Ottobre 2003, Google viene contattata da Microsoft per una possibile offerta di fusione o di acquisto. Page e Brin rifiutarono entrambe le possibilità.
Gennaio 2004, Google si quota in Borsa. Il primo giorno sono scambiati 2 miliardi di dollari (19,6 milioni di azioni a circa 100 dollari l'una). A novembre dello stesso anno la quotazione sale a 200 dollari, tre anni dopo ne vale 700. Oggi il suo valore oscilla attorno a 420 dollari.
Luglio 2005, dopo Google Maps con mappe stradali a due dimensioni, è la volta di Google Earth. Un software di nuova generazione realizzato con grafica 3D. Consente di guardare dall’alto migliaia di città, integrando informazioni geografiche, con quelle commerciali e di localizzazione.
Novembre 2007, viene annunciata la piattaforma Android. Si tratta di un sistema open source per telefonia mobile adottato da una trentina di costruttori di cellulari. Il primo dispositivo mobile gestito da Android sarà HTC Dream. Uscita prevista a metà del prossimo ottobre.
Settembre 2008, a dieci anni dalla nascita BigG lancia sul mercato il browser Google Chrome. Lo fa ricorrendo a una serie di fumetti esplicativi del prodotto, che secondo i responsabili, sono stati erroneamente intercettati dai blogger. Oggi Google conta 19.600 mila dipendenti, sparsi nei 5 continenti.








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