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Cloud computing: il software in Rete
aprile 2009 ↓ scarica pdf archivio >>

Servizi e applicazioni online al posto dei tradizionali software installati sul Pc. E’ questo il nuovo paradigma della rete, si chiama cloud computing. La “nuvola informatica” dalla quale attingere applicazioni e dati. Senza la necessità di programmi sul computer, niente aggiornamenti, nè operazioni di back-up. Insomma, la smaterializzazione dei sistemi fisici, sostituiti da sequenze di bit e pacchetti di informazioni.

VMware è una giovane azienda di Palo Alto, in Silicon Valley. Fattura quasi 2 miliardi di dollari e dà lavoro a 6600 softwaristi sparsi in 40 paesi del mondo. La sua specialità è lo sviluppo di programmi online. Per questo hanno appena lanciato l’iniziativa vClient. Con l’obiettivo di creare un ambiente virtuale dove l’utente accede in modo indipendente dall'hardware che utilizza. Sfruttando via Internet i servizi aziendali da qualunque parte del mondo si trovi, in piena sicurezza. Spiega Alberto Bullani, responsabile di VMware Italia: «come avviene nella telefonia mobile dove un utente accede ai servizi con qualsiasi cellulare». Nella logica del “desktop as a service”, il desktop come servizio.

Secondo i dati Icd, nei prossimi 4 anni il peso delle applicazioni cloud rispetto all’It tradizionale passerà dall’attuale 4% al 9%. «Un mercato in forte crescita che elimina sprechi e ottimizza le risorse – afferma Roberto Masiero presidente di Idc International – consentendo agli utenti di pagare per le sole prestazioni informatiche utilizzate».

A progettare i primi sistemi in rete è stata la californiana Sun Microsystems. Fondata nel 1982 da Scott McNealy e guidata da Jonathan Schwartz, Ceo dal 2004. Conta 33 mila dipendenti e 14 miliardi di dollari di fatturato. In tempi non sospetti coniò “the network is the computer”, la rete è il computer. Oggi propone un cambio di paradigma passando al mondo del cloud computing con soluzioni “aperte”. E’ di questi giorni il lancio della piattaforma Sun Open Cloud. Secondo Franco Roman direttore marketing della sede italiana: «i clienti potranno sfruttare i vantaggi congiunti del software “aperto” e del cloud per nuove applicazioni, aumentando sicurezza e capacità di calcolo».

Anche Yahoo! con Hp e Intel ha annunciato la creazione di un “test bed”. Un banco di prova, per promuovere la ricerca software e la gestione dei data center con tecnologia cloud. Ad essere interessati 6 centri di ricerca e laboratori sparsi nel mondo. Ogni “location” ospita infrastrutture basate su hardware Hp e dispone di una potenza di calcolo da 1000 a 4000 processori Intel di nuova generazione. Allo sviluppo di soluzioni cloud credono altri grandi come Microsoft, fino a oggi restia a fornire servizi non residenti su Pc. Ebbene l’offerta dell’azienda di Redmond comprende adesso un insieme (Suite) di programmi online della serie Office, attivabili dalle imprese con canoni a consumo. Anche i colossi Ibm e Cisco, sono da tempo impegnati a offrire soluzioni web che liberino i clienti dalla schiavitù di aggiornamenti, memorizzazioni di back up e hardware.

Ma oltre alle aziende, i vantaggi del cloud interessano gli utenti domestici. Qui a farla da padrone è Google. L’azienda di Larry Page e Sergey Brin da sempre si batte perché le applicazioni risiedano nella maglie web. Gmail, Google Maps e servizi di YouTube (comprata da Google nel 2006 per 1,6 miliardi di dollari) sono gli esempi più eclatanti di “nuvola” informatica. L’utente si collega a Internet e sfrutta gratis i servizi senza appesantire le risorse del computer. In 10 milioni nel mondo usano Google Apps per scrivere testi, gestire fogli elettronici e presentazioni, grazie al software della nuvola. Spiega Carlo Marchini di Google Italia: «le stesse applicazioni e servizi sono disponibili da telefoni cellulari e dispositivi mobili». Unica condizione: essere sempre connessi a Internet in banda larga. Altrimenti, addio cloud.

Vantaggi:
1) niente più software residente sui Pc con eliminazione degli aggiornamenti
2) accesso alle informazioni anche con altri dispositivi digitali (es: cellulari)
3) protezione diretta delle informazioni sul server in rete
4) riduzione delle emissioni di Co2 e avvio della green hitech

Svantaggi:
1) bisogna essere sempre connessi al web in banda larga
2) perdite e cambiamenti dei posti di lavoro di assistenza e manutenzione hardware/software










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