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Nuovi motori per Google & Yahoo!
marzo 2011 ↓ scarica pdf archivio >>

Ogni giorno un quarto della popolazione del pianeta si collega ai siti di Yahoo! e Google. Per consultare i motori di ricerca, spedire email e chattare. La lotta dei due colossi del Web è da sempre serrata. Eppure i due rivali californiani presentano similitudini. A partire dalla Stanford University dove hanno mosso i primi passi.

Prima David Filo e Jerry Yang che da studenti nel 1994 progettano un software per classificare i collegamenti (link) dei siti. Da allora è iniziata l’avventura di Yahoo! con la nascita delle ricerche online e dei sistemi di messaggistica personale. Oggi conta 14 mila dipendenti e fattura 6,3 miliardi di dollari, a guidarla da Sunnyvale è la vulcanica Carol Barz (ex Autodesk e Sun).

Nel 1998 tocca a Google, Larry Page e Sergey Brin seguendo la “teoria delle reti” scoprono che è possibile creare una gerarchia nelle ricerche, mettendo in relazione i siti secondo i link che li collegano. A distanza di tredici anni l’impero Google dà lavoro a 24 mila persone sparse nei cinque continenti e fattura 29,3 miliardi di dollari. Larry Page dal prossimo aprile diventerà Ceo al posto dell’uscente Eric Schmidt che guidava l’azienda di Mountain View dal 2001.

GOOGLE – SFEFANO MARUZZI
Milanese 49 anni, responsabile Google in Italia, è laureato in Agraria all’Università Statale. Opera da sempre nel mondo Internet e dei nuovi media. All’inizio in Mondadori, poi in Microsoft dove ha lanciato Msn, CondeNet e Rcs pubblicità.

La ricerca Web rappresenta lo zoccolo duro della vostra azienda. Che cosa avete in serbo per il futuro?
«Il nostro motore di ricerca è una “creatura” viva, sempre in crescita. Google ha una media di 4 miliardi di interrogazioni al giorno. Ecco perché continuiamo a introdurre nuove migliorie. Nel 2010 sono state oltre 500. Alcune novità sono evidenti come Instant, per vedere i risultati mentre vengono digitate le chiavi di ricerca. Stiamo lavorando sulla ricerca vocale e per immagini da attivare su dispositivi mobili Android. E poi, in futuro, la possibilità di eseguire interrogazioni con intere frasi di senso compiuto».

L’editoria digitale guadagna posizioni sulla carta. Come vi state muovendo?
«Google lavora con gli editori per fidelizzare nuovi lettori, per attivare traffico verso i siti e monetizzare contenuti online. Da questa collaborazione è nato One Pass, un servizio che consente di vendere abbonamenti, articoli e contenuti online fruibili da qualsiasi dispositivo fisso e mobile in modo semplice. Per l’utente basta registrarsi una volta per acquistare i contenuti da qualunque sito partner».

La mobilità sta trasformando Internet. Che cosa cambia per le informazioni online?
«Sta nascendo un ecosistema del quale fanno parte fornitori di tecnologia e consumatori. Un esempio arriva dai servizi di geo-marketing: quando un utente cammina per strada riceve su smartphone informazioni sulle offerte dei negozi nei dintorni. La ricerca si attiva nel rispetto della privacy, solo in base alle indicazioni fornite dall’utente al motore di ricerca. Il negoziante, da parte sua, trae benefici per le vendite promozionali».

Quali segmenti Internet avranno maggiore impatto sulle aziende?
«Fino a dieci anni fa l’evoluzione della tecnologia era trainata dal mondo aziendale. Adesso lo scenario cambia. Sono i consumatori a dettare il passo. Chi usa computer e cellulare nella vita privata, quando entra in azienda si aspetta di trovare la stessa semplicità e ricchezza di funzioni. Oggi è l’universo consumer a trainare lo sviluppo business. Google lo ha capito per tempo, aprendo la strada al fenomeno del cloud computing e ai Social Network».

Il web diventa fonte di occupazione. Quali sono i nuovi lavori della rete?
«Internet rappresenta una risorsa per i giovani in cerca di nuove professioni. Oltre a softwaristi ed esperti in web-marketintg, cresce la necessità di figure in grado di operare sulle infrastrutture di rete. Google ha chiuso il 2010 con oltre 24 mila dipendenti nel mondo e abbiamo appena annunciato 6 mila nuove assunzioni entro fine anno. Un esempio concreto delle opportunità offerte dall’online».

YAHOO! – LORENZO MONTAGNA
Milanese 47 anni, è amministratore delegato di Yahoo! Italia, laureato in Diritto Commerciale. Profondo conoscitore della Rete, lavora da 20 anni nel settore. Prima in Publitalia 80, poi come direttore Lycos, Altavista e ViaMichelin.

La ricerca Web rappresenta lo zoccolo duro della vostra azienda. Che cosa avete in serbo per il futuro?
«Già oggi offriamo una ricerca ricca di contenuti multimediali e link a siti esterni. Con meno parole e più immagini. Lavoriamo per fare del searching un’esperienza più ricca dal punto di vista dell’intrattenimento e integrazione con i Social Network. Esiste poi la ricerca specifica da dispositivi mobili. Cercate con Yahoo! la parola “Roma” da Pc e cellulare. Compariranno risultati differenti, perché sono diverse le esigenze».

L’editoria digitale guadagna posizioni sulla carta. Come vi state muovendo?
«Dalla reportistica con cui Yahoo! è nata 15 anni fa siamo passati all’aggregazione di notizie, fornite da centinaia di partner e blog specializzati con cui lavoriamo. Agli utenti proponiamo una nuova esperienza: diventare loro stessi aggregatori di contenuti, direttori di una testata su misura. Livestand, il nuovo magazine personale, è costruito sui propri interessi. Consente di pubblicare contenuti su dispositivi mobili con un unico contratto».

La mobilità sta trasformando Internet. Che cosa cambia per le informazioni online?
«Esistono due tendenze opposte per la navigazione mobile: una veloce da smartphone, l’altra lenta da tablet. Con la prima guardiamo email, titoli in borsa e risultati sportivi. Tutto mentre aspettiamo di entrare in una riunione o usciamo dal cinema. All’opposto i tab favoriscono l’utilizzo mobile di approfondimento, come leggere e.book e quotidiani. Con le tavolette luminose gestiamo i nostri rapporti sociali dalla poltrona di casa, in pantofole, al posto di giacca e cravatta di quando siamo alla scrivania».

Quali segmenti Internet avranno maggiore impatto sulle aziende?
«Il Web crea disintermediazione. Servizi personali e valore per utenti e imprese. Dopo le Banche e il comparto turistico saranno le Pmi a trarre i maggiori benefici dalla Rete. Perché si tratta di uno strumento senza barriere d’ingresso proiettato verso i mercati globali».

Il web diventa fonte di occupazione. Quali sono i nuovi lavori della rete?
«Guardando a Yahoo! siamo sempre alla ricerca di figure specialistiche come gli analisti dedicati allo studio di campagne pubblicitarie. I “front page editors” che si occupano di ottimizzare i contenuti sulla nostra home page filtrando centinaia di notizie, foto e video. E poi grafici per realizzare animazioni e “community manager” per gestire relazioni con prodotti e brand. I requisiti per diventare un dei 14 mila Yahoos! sono la buona conoscenza dell’inglese, avere meno di 30 anni e una generosa dose di entusiasmo e curiosità».








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