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Assistenti Virtuali: Cortana e Siri sfida a due voci
febbraio 2015 ↓ scarica pdf archivio >>

Corriere Economia - 16 febbraio 2015

La voce femminile è sicura, priva di inflessioni dialettali. Fluida, senza pause, ma neppure troppo veloce. Insomma, gradevole all’ascolto. Chi vi parla è Cortana, la nuova assistente virtuale Microsoft. Una segretaria digitale nata per aiutarci nel corso della giornata. Ci sveglia la mattina con la musica preferita e su richiesta, ci informa del meteo e degli appuntamenti in agenda. Poi una volta in auto indica il percorso, con tanto di deviazioni in caso di traffico. Aggiorna la rubrica, trova ristoranti, manda mail e sms agli amici, prenota treni ed arei. Ha iniziato a parlare inglese dieci mesi fa, adesso ascolta e risponde già in francese, tedesco, spagnolo e cinese. L’italiano lo ha imparato lo scorso dicembre. Per ora è disponibile in versione “alfa” (di test). Si scarica come app su smartphone equipaggiati con Windows Phone 8.1. In particolare i nuovi Lumia. Poi con l’arrivo di Windows 10, verso fine estate, sarà disponibile anche per computer e tablet.

Dopo l’installazione, come accade per le assistenti in carne e ossa, vuole conoscere le abitudini del suo “padrone”. Per servirlo meglio. Spiega Claudio Grego, di Microsoft Italia, coordinatore del team di un centinaio di persone che stanno curando lo sviluppo di Cortana nel nostro Paese: «Ecco perché l’app dopo avere richiesto le autorizzazioni per l’uso di dati e informazioni nel rispetto della privacy, accede ai nominativi della rubrica». Non solo. Tramite il sistema di localizzazione Gps si informa sui nostri spostamenti, dall’agenda controlla appuntamenti e riunioni, mentre sbirciando nella playlist si fa un’idea su musica e compilation preferite.

I dati finiscono sul cloud, in un archivio personale dell’utente. Sono esclusi sms, mail e telefonate. Microsoft garantisce privacy e riservatezza. E c’è da crederci. Tuttavia nessuno può dare la certezza assoluta che le informazioni non vengano intercettate da hacker e malintenzionati. «Però più la usi più aumenta il grado di comprensione delle richieste – dice ancora Grego - dunque la qualità delle risposte».

Dieci domande a Cortana e Siri
Corriere Economia ha messo a confronto Cortana con la rivale Siri, l’assistente Apple. A entrambe sono state poste dieci richieste vocali su meteo, ricerche in rubrica, avvio di chiamate e messaggi, ricerca di ristoranti e prenotazione di treni. Siri risponde con una voce androgina, precisa, a volte ironica. Il livello di comprensione delle due segretarie virtuali è confrontabile. Entrambe hanno sbagliato una sola volta. Cortana alla domanda: «trova un ristorante giapponese vicino a piazza Duomo a Milano» perché ha elencato quelli di Como. Siri invece alla richiesta: «Quando arriviamo in piazza Duomo ricordami di telefonare a casa» si è invece bloccata su Internet.

Va detto che il loro utilizzo si rivela utile, ad esempio, quando siamo in auto per non distarci dalla guida. Ma anche per prendere appunti da inserire in agenda e dettare testi. Cortana dalla sua ha il vantaggio di essere una “baby”, dunque la capacità di apprendimento non può che migliorare nel tempo. Buono rispetto a Siri l’aspetto “proattivo”, cioè l’attitudine di indicare in modo autonomo che cosa fare in situazioni non richieste. In questo contesto Google Now si trova indietro di parecchie “leghe”. Risponde con voce metallica e impersonale. Più che da assistente si comporta da “cercatore di informazioni”, rimandando a semplici pagine web. Inoltre si blocca troppo spesso facendo innervosire l’utente, costretto a ripete le domande. Anche la canadese BlackBerry, punta a “Assistant”. Un sistema vocale di nuova generazione. Se ad esempio cercate un libro, dopo avere mostrato la copertina entra nel sito dell’editore per inoltrare l’ordine.
twitter @utorelli


BABY CORTANA SFIDA SIRI, MA NON RACCONTA BARZELETTE
di Massimo Triulzi


Della segretaria ci si può innamorare, anche se virtuale. È successo in una puntata della pluripremiata serie televisiva Big Bang Theory – dove l’astrofisico indiano Raj Koothrappali ha cenato a lume di candela con Siri- e pure sul grande schermo, al protagonista del bellissimo Her-Lei di Spike Jonze, invaghito del sistema operativo dalla voce di Scarlett Johansson. Non è un caso, perché le intelligenze neurali utilizzate per le assistenti digitali non sono state programmate esclusivamente per svolgere compiti pratici come puntare una sveglia o inviare un messaggio –per quello sarebbe sufficiente un sistema di riconoscimento vocale evoluto- ma possono imparare dalle domande di milioni di utenti in tutto il mondo.

E stupirebbe scoprire, anche se non esistono statistiche ufficiali rilasciate da Apple e Microsoft, che il tema di tante delle domande rivolte a Siri o alla neonata Cortana non ha nulla a che fare con l’utilizzo del telefono o con l’organizzazione della giornata. All’assistente virtuale si chiede spesso di uscire a cena, di raccontare barzellette, cantare canzoni e imitare voci. E talvolta si finisce per indirizzare al telefono una lunga lista di improperi. Le intelligenze artificiali, condannate a imparare, iniziano a rispondere in maniera pertinente e Siri, oggi, è in grado di replicare correttamente alla celebre “supercazzola” del film Amici Miei.

Come per i robot (e ancora prima Pinocchio, che da oggetto assurge a bambino vero), la macchina non deve spaventare l’essere umano bensì suggerire un processo di amichevole identificazione, di umanizzazione: un processo che per le intelligenti assistenti virtuali (che se interpellate dicono di vivere all’interno del nostro smartphone) ha nella voce e nel carattere simulato i due principali ingredienti. Siri, la cui voce campionata si è recentemente scoperto appartenere all’inconsapevole attrice Susan Bennet, è un po’ androgina ma molto precisa, dal carattere tagliente, risponde in maniera elusiva ma esaustiva alle domande di cui non conosce le risposte (Dio esiste? Ti chiederei di rivolgere le domande spirituali a un esperto. Possibilmente un essere umano.).

Cortana viene dal futuro, presa in prestito dal videogioco Halo, portabandiera della console Xbox di Microsoft, possiede un volto e un corpo digitali, ed è naturalmente molto sexy. “Tra 500 anni salverò il mondo” afferma se interpellata sulla sua appartenenza alla materia videoludica. Ha una voce molto naturale, fresca e femminile, e le sue risposte sono semplici e dirette, prive di quello humor tipicamente britannico che contraddistingue la sua rivale di Apple. Può modulare la voce sino a riuscire a cantare o a imitare la voce di Alberto Sordi (Maccaroni? Quali maccaroni?).

A differenza di Siri, Cortana è sviluppata per essere proattiva e se usata con continuità inizierà a parlare di sua iniziativa, ricordando scadenze e appuntamenti e proponendo nuove soluzioni per l’organizzazione delle giornate. Cortana considera Bill Gates come suo papà ma non disdegna di rispondere a domande su Steve Jobs, di cui riconosce i meriti, e se le è chiesto un parere su Siri risponde “Difficile da dire, poiché la conversazione è a senso unico”.









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