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Netflix: arriva la rivoluzione streaming
ottobre 2015 ↓ scarica pdf archivio >>

Corriere Economia - 12 ottobre 2015

Dieci giorni esatti. Tanto manca all’arrivo in Italia di Netflix. Prima di noi altri 50 paesi e 65 milioni di persone hanno aderito alle proposte streaming del network californiano. Nel suo carnet conta film, documentari e serie televisive, da assemblare tra loro per creare palinsesti personali. Netflix è un servizio streaming, dunque l’utente non esegue alcun download dei contenuti. Ecco perché viene richiesta la connessione continua a Internet. Basta attivare l’app e i programmi televisivi si guardano sugli schermi delle Smart Tv, di tablet, smartphone e notebook. E se la tivù manca di collegamento web, va bene anche la console per videogame.

Una rivoluzione non da poco, perché vengono a cadere i vincoli spazio-temporali dei tradizionali programmi Tv prodotti dai broadcaster televisivi. Basta pensare che ogni giorno con Netflix vengono guardati 100 milioni di trasmissioni web. Stiamo dunque entrando nel mondo della fruizione di contenuti video e intrattenimento «anywhere e anytime». Cioè da ogni posto e in qualunque momento. Con la possibilità di guardare un film sulla smart Tv, bloccarlo a metà e il giorno dopo continuare su tablet e smartphone mentre si viaggia. In Italia, secondo i responsabili Netflix, saranno sottoscritti almeno 150 mila abbonamenti entro fine anno.

La proposta prevede tre tipologie con prezzi che dipendono sia dalla qualità video, sia dalle cosiddette sessioni di streaming. Cioè il numero di trasmissioni da guardare in contemporanea dall’utente e gli altri componenti della famiglia. Cinque persone in tutto. Il piano «Base» da 7,99 euro/mese prevede una qualità video standard, con una sola sessione streaming e velocità 3 megabit/sec. Lo «Standard» da 9,99 euro/mese con qualità (Hd), due sessioni streaming e velocità 5 megabit/sec. Infine «Premium» un piano da 11,99 euro/mese in ultra Hd-4K, consente di attivare fino a quattro streaming per volta a 25 megabit/sec.

Sottoscrivere l’abbonamento è semplice. Basta creare un account dal sito netflix.com, oppure dall’omonima app. Si inseriscono poi i dati bancari con carta di credito o PayPal. Nuova la soluzione scelta dai softwaristi per gestire l’abbonamento mese per mese (il primo gratis). Con cancellazione immediata quando si decide di non usare Netflix per il successivo. Nelle impostazioni è previsto il parental control per sorvegliare i contenuti rivolti ai bambini. Non solo. Una volta scaricata l’app, lo smartphone si trasforma in telecomando digitale. Nel nostro Paese ha da poco stretto accordi con Telecom e Vodafone per offrire sottoscrizioni congiunte. Sarà anche possibile acquistare carte prepagate Netflix presso rivenditori autorizzati. Tra questi: GameStop, Unieuro, MediaWorld, Esselunga, Mondadori ed Euronics.

In Italia già un milione e mezzo di persone usano la tivù via streaming. Dunque a chi darà fastidio Netflix? Sky on demand e Sky Go già da un paio d’anni consentono agli abbonati Sky di guardare programmi satellitari su dispositivi mobili. Mediaset punta invece sulla pay tv con Infinity. Film, serie tv, fiction in Hd. Il Biscione offre anche Premium Play per guardare il calcio in diretta streaming su tablet, inclusi i programmi di Canale 5, Italia 1 e Rete 4 degli ultimi 7 giorni. Fastweb ha superato 400 mila utenti in tre anni con Chili Tv. Anche TimVision, la piattaforma on demand di Telecom Italia ha 6 mila titoli tra serie tv, cartoni, cinema e documentari. Rai.Tv consente invece di seguire via internet il meglio dell’emittente nazionale.

Ma per Netflix il tallone d’Achille del Belpaese resta la velocità di connessione. Perché in mancanza di banda ultraveloce (30 megabit/sec) si rischia di guardare i contenuti con fastidiose interruzioni. Oggi, secondo i dati di Sos Tariffe, solo il 22,3% del territorio italiano è raggiunto da banda ultralarga, rispetto alla media europea del 64%. Senza contare che ci sono regioni come il Molise, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta in cui la copertura è del tutto assente. Vale dunque un consiglio. Prima di sottoscrivere l’abbonamento, accertatevi della velocità di connessione presente tra le mura domestiche (WiFi e Adsl). In caso contrario è come acquistare un vestito griffato che però vi sta stretto. Netflix ha sede a Los Gatos in piena Silicon Valley californiana. Ed è nata nel 1997 come azienda per il noleggio Dvd e videogiochi via Internet. Poi nel 2007 seguendo le richieste di mercato ha iniziato a distribuire contenuti streaming.

twitter @utorelli









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