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Il cicerone informatico
novembre 2013 ↓ scarica pdf archivio >>

Corriere Eventi - 14 novembre 2013

Dalla Silicon Valley al Salento. Con un percorso al contrario. Perché di solito i talenti che lasciano il Belpaese, si fermano in una delle company hitech disseminate sulla mitica autostrada 101 californiana. Nella nostra storia, invece, si parte da lì per approdare a Taviano, in provincia di Lecce. E’ lo strano cammino fatto da CicerOOs, la startup pugliese che ha messo a punto un originale motore di ricerca per il settore turistico. Ma andiamo con ordine. L’idea prende il via nel 2010 quando il trentenne Daniele Cassini si trova a Santa Clara, dopo avere ottenuto una borsa di studio del programma Fulbright. Ci racconta: «vengo da una famiglia non agiata, per cui ho capito fino da ragazzo che per andare avanti dovevo rimboccarmi le maniche e aguzzare l’ingegno puntando sulla formazione professionale».

Dopo il liceo scientifico si sposta a Bologna per studiare ingegneria biomedica, mantenendosi con 600 euro al mese, libri compresi. Per racimolare qualche soldo Daniele vende di giorno le friselle ai turisti, la sera aiuta nelle sale Bingo. La laurea con 110 e lode arriva con sei mesi di anticipo e Daniele vola in California, dove tocca con mano l’american dream. «La tentazione di fermarmi era tanta, le opportunità non sarebbero mancate, ma volevo tornare nella mia terra per realizzare un progetto al quale pensavo da tempo».

Già dalle superiori con il compagno Daniela Viva volevano raccontare le meraviglie del Salento. Nel periodo estivo, i due amici venivano a contatto con molti turisti: «Ci siamo accorti che i tradizionali percorsi di viaggio erano omogeneizzati, uguali per tutti e con poche possibilità di personalizzare i percorsi». Così iniziano a catalogare su un semplice diario le caratteristiche di ogni località, segnalando ristoranti tipici, masserie e grotte per immersioni. L’idea piace e la propongono alle pro-loco e agli operatori turistici. Una volta ingegneri, dalla carta al digitale il passo è breve. Nel 2011 i due startupper partono con CicerOOs, dopo il primo anno nel garage rimesso a posto, arrivano 25 mila euro da Bollenti Spiriti.

Un’iniziativa promossa da Regione Puglia per giovani imprenditori. Segue un finanziamento privato più consistente di 150 mila euro dai venture capital DPixel e Principia. Il successo del cicerone online si deve a un sofisticato motore di ricerca semantico. Rispetto ad altri raccoglie le informazioni web lasciate da milioni di turisti che dopo una visita in Italia lasciano sui Social Network commenti e indicazioni. Ma interessa anche le aziende. Tra i primi clienti troviamo Fiat che lo usa per raccomandare agli automobilisti località di interesse lungo il percorso. Anche American Express all’interno di un servizio di concierge, suggerisce agli utenti Premium dove andare e che cosa visitare.

Adesso nella startup salentina, dopo avere vinto il premio TechPeaks 2013 del programma di eccellenza tecnologica trentino, sono in 20. Ed è della scorsa settimana la vincita di Next Step Challenge, un progetto europeo che li porterà in Danimarca. Il futuro del cicerone virtuale? «Stiamo pensando all’abbinamento tra turismo, enogastronomia e cultura, con l’ampiamento delle lingue». Presto CicerOOs ne parlerà cento, portando le meraviglie del Belpaese in tutto il mondo.

twitter @utorelli








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