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Le due facce di Facebook & MySpace
novembre 2008 ↓ scarica pdf archivio >>

Se dovessimo assegnare la valutazione in termini calcistici, sarebbe una X. Un giusto pareggio. Stiamo parlando di Facebook e Myspace, i social network del web 2.0 che in questo momento impazzano nel nostro paese. Per l’esattezza, secondo i dati ComScore Media Metrix di settembre, Facebook conta 2.409.000 utenti, mentre MySpace si attesta poco più in alto, con 2.459.000. Un’inezia per quanto riguarda i numeri, ma un abisso per i contenuti, l’offerta dei servizi e il posizionamento di mercato.

Facebook è nato nel 2004 dalla mente di Mark Zucherberg, uno studente diciannovenne di Harvard. Con l’intento di mettere in comunicazione i gruppi del campus. La partenza è quella tipica della garage company. O meglio dell’ufficio nella stanza del dormitorio. L’idea piace subito, ha successo. Così nel giro di due soli anni fa incontrare online 12 milioni di persone. Per aderire a Facebook basta iscriversi e inserire il proprio profilo, che verrà letto dagli utenti considerati “amici”. Di fatto siamo in presenza di una immensa directory in cui si cercano i nomi di conoscenti. A cui comunicare in tempo reale i nostri impegni, dove siamo e che cosa facciamo. Facebook serve per organizzare incontri tra persone.

Lo dimostra il mega-party di fine ottobre nella discoteca Limelight di Milano, dove si sono dati appuntamento 3500 utenti. Prezzo d’ingresso 10 euro, con 88% dei partecipanti di età compresa tra 18 e 34 anni. Dunque un grande happening all’insegna dell’amarcord. Non solo. Facebook diventa il tam-tam di eventi sociali e manifestazioni. Vedi i gruppi delle proteste studentesche di piazza contro il decreto Gelmini. O la recente idea dell’universitaria fiorentina Janet Pitarresi, che sta lanciando il primo reality ambientato nel mondo dei social network.

Ben diversa la storia di MySpace. Nato nel 1998 da Tom Anderson e Chris DeWolfe come comunità online, ha assunto la veste attuale a Los Angeles nel 2003. L’obiettivo? Posizionarsi come aggregatore di contenuti multimediali. Così con l’avvento del Web 2.0 diventa il social network in grado di alimentare interessi comuni. Nelle sue pagine trovano posto brani musicali inediti, testi su argomenti più svariati, fotografie, proposte di design, clip e cortometraggi. «Gli utenti – spiega Francesco Barbarani responsabile di MySpace Italia - condividono queste passioni con la produzione di contributi creativi. A fruirne è poi il grande pubblico di Internet, anche quello dei non iscritti». I numeri di MySpace sono da Guiness: 50 miliardi di pagine viste al mese, oltre 20 milioni di foto e 100 mila video caricati ogni giorno. In Italia si registra un nuovo utente ogni 5 secondi.

Ma durerà tutto questo? In rete circolano giudizi critici sugli sviluppi “anomali” dei due web-colossi. Con preoccupazioni per la crescita incontrollabile che ne mette in discussione la valenza sociale. Anche alla luce del flop di Second Life, considerato un anno fa come città futura della comunità online. Ci sarà dunque un vincitore tra i due? E poi continueranno a incrementare a questi ritmi? «Consideriamo innanzitutto che l’amicizia in rete è solo un lontano succedaneo di quella reale, coltivata grazie a continui rapporti diretti». Spiega Francesco Bollorino, docente di psichiatria all’Università di Genova. «A mio avviso rimarrà saldo in rete chi riuscirà a fornire contenuti da condividere in modo collaborativo». Esattamente come accadeva una dozzina di anni fa, all’inizio dell’era internet, con i primi news-group. Alimentati da precisi interessi comuni e regolati dallo scambio diretto di informazioni.

Il futuro di Facebook e MySpace non sarà dunque legato al numero di amici. Anzi, questo potrebbe diventare un boomerang. A proposito esiste una interessante ricerca dell’antropologo inglese Robin Dunbar, rispolverata da un recente articolo del New York Times. Nel 1998, alla luce dei suoi studi sulle civiltà primitive, Dunbar stimò il numero massimo di connessioni sociali che un essere umano è in grado di mantenere. Ebbene risulta 150. Dopo di che il rapporto diretto viene sostituito da regole e leggi, necessarie per mettere ordine alla struttura sociale che si sta formando.

UTENTI NEL MONDO (in milioni)
Anno
2004 Facebook 1; MySpace 2
2005 Facebook 5,5; MySpace 10
2006 Facebook 12; MySpace 40
2007 Facebook 50; MySpace 108
2008 Facebook 132; MySpace 120

Facebook

Nel febbraio 2004 nasce da un’idea di Mark Zucherberg, uno studente di 19 anni dell’Università di Harvard. Con lo scopo di mettere in contatto gli iscritti dei diversi corsi. Il primo mese metà degli studenti era registrato. Due anni dopo il servizio fu esteso alle scuole superiori. Il profilo di ogni utente viene letto solo dagli amici. Dunque Facebook si posiziona come immensa directory con poca produzione creativa. Nel nostro paese è presente in italiano da prima dell’estate. Conta 2.409.000 utenti. Target: 16-45 anni.

MySpace

Una comunità virtuale creata nel 1998 da Tom Anderson e Chris DeWolfe. L’attuale versione è stata lanciata a fine 2003 a Los Angeles. Allo scopo offrire agli utenti uno spazio per blog, profili personali, foto, musica e video. Dunque MySpace si basa sulle passioni degli utenti che le condividono online con la produzione di contenuti creativi. Myspace Italia è invece partita nel nostro paese a metà 2007. Con un tasso di crescita di un nuovo profilo utente ogni 5 secondi. Adesso conta 2.459 utenti. Target: 14-35 anni.








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