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Web: I sessantenni alla scoperta di Skype e Facebook
marzo 2010 ↓ scarica pdf archivio >>

Riscossa degli over 60 nei confronti di computer e Internet. Non più percepiti come elementi ostili, bensì strumenti di comunicazione per socializzare e rendere semplice la vita di ogni giorno. Parliamo del popolo dei capelli grigi. Quei 14,8 milioni di italiani (24,5% della popolazione), che negli ultimi tempi sta scoperto i vantaggi e i piaceri di usare il Pc e navigare in rete. Lo fanno per informarsi, organizzare il tempo libero, ma anche ordinare la spesa e gestire operazioni di home banking. Qualcuno ha scoperto Skype per videotelefonare ai figli lontani, risparmiando. A rivelarlo sono gli ultimi dati Istat secondo cui nel 2009 il 37,3% degli anziani usa il computer. Non solo, negli ultimi 4 anni il numero dei cybernonni in grado di surfare sul web è cresciuto dell’81%.

Dunque, si riduce il digital divide rispetto alle generazioni giovani, questo grazie alla possibilità di semplificare le tecnologie informatiche. Come nel caso di Eldy, il software made in Italy realizzato dall’omonima Onlus di Vicenza, scaricabile gratuitamente da www.eldy.org. L’obiettivo? Rendere facile e intuitivo l’uso del computer, senza passare da astrusi comandi in linguaggio “tecnichese” e complessi menu. Al loro posto una piacevole interfaccia grafica formata da sei grandi bottoni su sfondo azzurro. Spiega a proposito Anna Bianco, presidente di Eldy Onlus: «dal 2008 a oggi lo hanno scaricato 200 mila persone, in maggioranza over 60 desiderosi di non restare tagliati fuori dalla rivoluzione digitale».

Hanno capito che attraverso il Pc possono socializzare e trasformare gli amici virtuali in contatti reali. Lo usano per scaricare e.mail, passeggiare su Internet, chiacchierare ed entrare nei siti di pubblica utilità. Un aiuto per gli anziani con poca dimestichezza nelle procedure di download e doppi clic del mouse. In due anni il successo di Eldy ha varcato i confini nazionali. Il circolo francese Vermeil ha portato la Regione Ile de France a sottoscrivere un progetto con l’Università Parigi 1 per la formazione di senior da parte degli studenti.

«In Inghilterra a fine 2009 è stato lanciato Simplicity Computer – dice ancora Anna Bianco - un Pc con sistema Linux equipaggiato con Eldy in lingua inglese». A oggi, il programma per rendere amico il computer è già tradotto in 22 lingue. Messe a punto dalla comunità di sviluppatori sparsi in una trentina di paesi del mondo. Che lavorano in gruppi volontari tramite social network.
Aumenta dunque il desiderio della terza età di saperne di più sull’universo informatico e il web. Di conseguenza, cresce la necessità di una formazione ad hoc. Per insegnarne l’uso in modo diretto, senza entrare in difficili tecnicismi.

Ed è quanto avviene nell’Internet Saloon, nato 10 anni fa da un’idea della milanese Aim (Associazione interessi metropolitani) come progetto sperimentale. Trasformato poi in una importante esperienza socio-didattica per senior, grazie alla collaborazione e al sostegno economico di Credito Valtellinese, Hp, Microsoft e Telecom Italia. Nel tempo sono stati aperti centri in altre sei città: Ancona, Bari, Catania, Napoli, Pavia e Sondrio. Facendo formazione a oltre 45 mila studenti senior. Di solito i corsi per over 60 vengono proposti con incontri di un paio d’ore la settimana per alcuni mesi. Ma la formula vincente adottata negli Internet Saloon italiani è immediata, più diretta.

«Gli anziani sono curiosi e voglio essere subito operativi al computer – spiega la responsabile Luisa Toeschi – così le nostre lezioni, tenute da studenti universitari durano una sola giornata». I risultati non si sono fatti attendere perché ogni sessione registra il tutto esaurito. Un’offerta didattica di rispetto, con nozioni base su come scrivere testi con Word, navigare sul Web, cercare informazioni sui motori di ricerca. Ma anche utilizzare la fotografia digitale, compiere operazioni di home banking e costruirsi un blog.

Interessante il sistema adottato per l’insegnamento, visto che i corsi vengono tenuti da giovani universitari, non necessariamente studenti di facoltà scientifiche. Questo presenta una duplice valenza sociale. «Da una parte si crea un rapporto di complicità tra cybernonni discenti e nipoti docenti – conclude Luisa Toeschi – e poi i giovani mettono a segno un’utile esperienza formativa». Alla fine, il battesimo degli over 60 telematici prevede, come in tutte le scuole che si rispettino, tanto di diploma.









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